Robot più sicuri con pelle elettronica neuromorfica che percepisce il dolore

Danny Weber

17:49 04-01-2026

© B. Naumkin

Pelle elettronica neuromorfica: i robot percepiscono il dolore e reagiscono all’istante, per interazioni uomo-macchina più sicure ed empatiche e affidabili.

Gli scienziati della City University of Hong Kong hanno sviluppato una pelle elettronica neuromorfica (NRE) che permette ai robot di percepire il dolore e reagire all’istante a un contatto dannoso. Un passo che avvicina le macchine umanoidi alle persone, rendendo le interazioni più sicure e, cosa non secondaria, più empatiche. L’idea che un robot “senta” il pericolo fisico può sorprendere, ma proprio qui la tecnologia mostra la sua utilità concreta.

La pelle robotica è composta da quattro strati e ricalca la struttura della pelle umana. Al tocco leggero, il rivestimento NRE invia segnali a impulsi al processore centrale del robot, che decide come reagire. Se la pressione supera una soglia di sicurezza, il segnale viene inviato direttamente agli attuatori, senza passare dal processore centrale, e il robot si contrae automaticamente per evitare danni.

Un aspetto rilevante è il ritorno quasi istantaneo alla posizione iniziale, che tutela il corpo del robot e riduce il rischio di ferire le persone durante il contatto. Inoltre, la pelle elettronica controlla il proprio stato: ogni sensore trasmette periodicamente un segnale di stato. In caso di guasto, il sistema indica l’area interessata e il modulo sensore può essere sostituito manualmente o, dove supportato, in modo automatico. Colpisce la cura riposta in questa manutenzione “consapevole”, pensata per evitare interruzioni e complicazioni.

Questo sviluppo apre nuove prospettive per un’interazione sicura tra persone e robot, offrendo alle macchine una sensibilità più vicina a quella umana e contribuendo a prevenire potenziali incidenti. In pratica, sono risposte rapide e protettive come queste a far percepire una macchina meno come un rischio al proprio fianco e più come una presenza affidabile.