Danny Weber
12:13 05-01-2026
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MediaTek rialloca risorse dagli smartphone agli ASIC per l'IA, collabora al TPU v7 di Google e punta a miliardi di ricavi: piani, SerDes 112 Gbit/s e scenari.
MediaTek potrebbe ridisegnare le sue priorità di prodotto, spostando l’attenzione dai processori per smartphone ad acceleratori di IA specializzati. Secondo il quotidiano taiwanese CTEE, l’azienda ha iniziato a riallocare risorse e personale dalla divisione dei SoC per il mobile verso ASIC per l’IA e chip per l’automotive—mercati dal forte potenziale di crescita e con una pressione competitiva più leggera. Una mossa che suona come un riposizionamento strategico tanto prudente quanto ambizioso.
Il cambio di rotta è già visibile nella collaborazione con Google. MediaTek ha partecipato allo sviluppo del TPU v7 Ironwood occupandosi dei moduli di I/O, segnando una discontinuità rispetto alla precedente abitudine di Google di lavorare quasi esclusivamente con Broadcom. L’intesa è destinata a intensificarsi: la produzione di massa del nuovo TPU è prevista per il terzo trimestre del 2026, con volumi che potrebbero raggiungere 5 milioni di chip nel 2027 e 7 milioni nel 2028. Se il calendario sarà rispettato, la portata di quei numeri spiega perché il baricentro si stia spostando.
Per sostenere quella scala, MediaTek sta ampliando la capacità produttiva e costruendo un team dedicato al business degli ASIC. L’azienda indica nella propria tecnologia SerDes un vantaggio chiave, in grado di abilitare collegamenti ad alta velocità ed efficienza energetica tra processori e memoria. Oggi impiega SerDes a 112 Gbit/s su processo a 4 nm e ha in sviluppo una soluzione a 224 Gbit/s, pensata per i data center e il packaging avanzato. In un mercato in cui banda ed efficienza sono la nuova valuta, questo tipo di know-how pesa.
MediaTek prevede di generare intorno a 1 miliardo di dollari dagli ASIC nel 2026 e di portare i ricavi a diversi miliardi nel 2027. Oltre a Google, la società sta cercando altri partner. Nel settore, questa viene descritta come una svolta strutturale del modello di business di MediaTek, con l’IA destinata a diventare il principale motore di crescita. Il messaggio che filtra è quello di una trasformazione profonda, con priorità riallineate verso dove la domanda corre più veloce.
Detto ciò, la famiglia Dimensity per ora resta competitiva, soprattutto con i futuri top di gamma destinati a migrare al processo a 2 nm di TSMC. Tuttavia, lo spostamento di risorse apre un interrogativo legittimo: per quanto tempo MediaTek potrà mantenere lo sviluppo dei chip mobile a ritmo serrato mentre Apple e Qualcomm dettano il passo? La risposta dirà molto sulla tenuta dell’equilibrio tra mobile e data center.