Danny Weber
06:57 14-01-2026
© YouTube / TrashBench
PC nel congelatore a –28 °C senza condensa: TrashBench mostra come controllare l’umidità con gel di silice, eseguire benchmark e guadagnare 7–8% con overclock.
Il modder australiano e sperimentatore su YouTube TrashBench è riuscito a riuscire nell’impresa che ha fatto inciampare persino i grandi canali tech: ha avviato con successo un PC desktop all’interno di un congelatore domestico a –28 °C, ha eseguito benchmark, ha overcloccato la scheda grafica e ha estratto i componenti ancora asciutti, senza la minima condensa. L’allestimento sembrava caotico, ma in realtà era curato fino all’ultimo dettaglio — un promemoria concreto di perché molti precedenti esperimenti di “PC nel freezer” tendessero a fallire.
La chiave non erano il freddo estremo o rivestimenti esotici, bensì le dimensioni del congelatore e il controllo puntuale dell’umidità. TrashBench ha usato un capiente modello a pozzetto, lo ha liberato dai ripiani e ha sospeso i componenti con delle cinghie, lasciandoli a mezz’aria. I cavi uscivano all’esterno ed erano sigillati, mentre calzini riempiti di gel di silice fungevano da sistema di deumidificazione improvvisato. Questa tattica poco appariscente ha mantenuto docili le oscillazioni di temperatura e ha evitato di oltrepassare il punto di rugiada — il momento in cui di solito compare la condensa.
Per la prova ha scelto volutamente hardware non recente — un Intel Core i7‑9700KF, una GeForce GTX 1070 e altri componenti di generazioni passate. Così ha contenuto la dissipazione e ridotto i rischi in caso di imprevisti. Le sessioni su 3DMark e nei giochi più diffusi hanno mostrato che mettere un PC nel freezer, da solo, offre un incremento di prestazioni trascurabile, di fatto entro il margine d’errore. I veri benefici sono arrivati solo dopo l’overclock manuale della GPU, toccando circa il 7–8% in certi scenari.
A fine test, TrashBench ha estratto l’hardware ancora freddo ma perfettamente asciutto. Ha attribuito il risultato all’inerzia termica di un grande volume d’aria. A differenza dei piccoli congelatori, che sotto carico si scaldano in fretta e favoriscono la condensa, un ampio pozzetto funziona da serbatoio di freddo e assorbe il calore con gradualità. In un ambiente così stabile, il gel di silice ha il tempo di abbassare l’umidità in modo efficace. La lezione più ampia è che mettere un PC nel freezer non è una scorciatoia miracolosa: è un patto temporaneo e prudente con la fisica, dove scala e pazienza fanno silenziosamente la parte del leone.