Danny Weber
L'UE propone misure per garantire a terzi l'accesso equo ai dati di ricerca di Google, inclusi query e ranking, per favorire concorrenza e servizi AI.
La Commissione europea aumenta la pressione su Google per il rispetto del Digital Markets Act (DMA). L'antitrust ha inviato all'azienda le conclusioni preliminari di un'indagine, proponendo misure per aprire l'accesso ai dati di ricerca ai servizi di terze parti.
Secondo la proposta, Google deve garantire ad altri motori di ricerca l'accesso a dati chiave come query di ricerca, risultati di ranking, click e informazioni sul comportamento degli utenti. Questo accesso deve avvenire in condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie, per assicurare una concorrenza leale nel mercato.
Particolare attenzione è rivolta a chi potrà utilizzare tali dati. La lista dei potenziali beneficiari include non solo i tradizionali motori di ricerca, ma anche servizi basati sull'intelligenza artificiale, come chatbot con funzionalità di ricerca. Questo potrebbe alterare significativamente gli equilibri nel settore della ricerca online.
Il regolatore suggerisce inoltre di stabilire regole chiare sul volume delle informazioni condivise, sulla frequenza di aggiornamento dei dati e sul meccanismo per ottenerli. In modo separato, sottolinea la necessità di anonimizzare le informazioni degli utenti per rispettare i requisiti sulla privacy. La Commissione europea prevede di avviare una consultazione pubblica sulle misure proposte, per valutarne l'efficacia e raccogliere il feedback del mercato. Le decisioni finali potrebbero avere un impatto significativo sul futuro dei servizi di ricerca e sulla concorrenza nel settore digitale.
© B. Naumkin