Danny Weber
Il Galaxy S26 Ultra stupisce con uno zoom video 4K 60fps HDR eccezionalmente fluido e controllato dall'IA, superiore all'iPhone. Perfetto per videomaker mobili.
Il Samsung Galaxy S26 Ultra potrebbe offrire uno dei sistemi di zoom video più avanzati sul mercato. In un clip condiviso dall'insider Ice Universe, il dispositivo riprende video 4K 60fps HDR a mano libera, mostrando uno zoom eccezionalmente fluido da 1x a 2,9x. Ice Universe sostiene che nessun altro smartphone, incluso l'iPhone, sia in grado di eguagliare questa prestazione di zoom lenta, stabile e precisa.
La differenza fondamentale risiede nel modo in cui Samsung controlla la velocità dello zoom. Su molti telefoni, lo zoom accelera o rallenta in base al movimento del dito: il minimo spostamento cambia il ritmo, causando spesso transizioni irregolari. Con il Galaxy S26 Ultra, l'utente tiene fermo il dito e il telefono esegue lo zoom a una velocità costante. Questo rende il movimento lineare, simile a quello di una videocamera professionale.
Secondo le informazioni disponibili, questa fluidità deriva dal lavoro dell'intelligenza artificiale di Samsung nella gestione del slow-motion. Non si tratta solo di ingrandimento digitale: implica la gestione delle traiettorie di movimento, le variazioni di frame rate e la coerenza delle transizioni in tempo reale tra i fotogrammi. Il risultato è uno zoom prevedibile e controllato, visivamente coeso anziché brusco.
L'unico limite evidente finora è il passaggio all'obiettivo tele 3x. Passando da 1x a 5x, il cambio di fotocamera interrompe leggermente la continuità. Se Samsung riprogettasse il sistema fotocamera per il Galaxy S27 Ultra ed eliminasse il modulo 3x separato, potrebbe potenzialmente ottenere uno zoom ancora più fluido su tutta la gamma da 1x a 5x.
Per gli utenti comuni, potrebbe sembrare semplicemente uno zoom più bello e fluido. Ma per i videomaker mobili è un grande passo avanti: rende la ripresa con smartphone più professionale. Uno zoom fluido e controllato permette di ottenere riprese cinematografiche senza treppiede, attrezzatura extra o pesanti interventi di post-produzione.
© A. Krivonosov