IP68 e acqua: perché uno smartphone protetto non è davvero impermeabile

Danny Weber

IP68 vale nei test di laboratorio, ma piscina, mare, calore, usura e liquidi espongono il telefono a rischi diversi.

Molti smartphone moderni sembrano quasi indistruttibili. I produttori promettono protezione da polvere e acqua, mostrano sigle come IP67, IP68 o persino IP69 e pubblicizzano i dispositivi sotto la pioggia o vicino a una piscina. È quindi facile pensare che possano cadere in acqua, andare in spiaggia o registrare video subacquei senza problemi.

Qui nasce l’equivoco. Un grado IP elevato non significa che lo smartphone sia impermeabile nell’uso quotidiano. Indica soltanto che ha superato prove di laboratorio precise, in condizioni rigidamente definite.

Per questo nuotare con uno smartphone IP68 è una cattiva idea. Può sopravvivere a una caduta accidentale, ma non è automaticamente sicuro in piscina, al mare, nella vasca o sotto la doccia.

Che cosa significa il grado IP

IP significa Ingress Protection e descrive la resistenza dell’involucro a particelle solide e umidità.

In IP68, la prima cifra indica la protezione da polvere e particelle solide. Il valore massimo è 6. La seconda cifra riguarda l’acqua. I livelli coprono gocce, spruzzi, getti, immersione temporanea o acqua in pressione.

Se compare una X, come in IPX8, la protezione dalla polvere non è stata testata o dichiarata. La resistenza all’acqua può comunque essere elevata.

Perché IP68 può trarre in inganno

IPX7 descrive un test abbastanza preciso: immersione fino a 1 metro per un massimo di 30 minuti. IPX8 riguarda profondità superiori, ma le condizioni esatte sono definite in gran parte dal produttore.

Ecco perché due smartphone IP68 possono offrire una protezione reale diversa. Uno può essere testato a 2 metri, un altro a 4 e un terzo a 6, pur mantenendo la stessa sigla.

Anche diversi modelli di iPhone con IP68 sono certificati per profondità e tempi differenti. Bisogna quindi leggere le condizioni specifiche dichiarate dal produttore.

L’acqua di laboratorio non è quella della piscina o del mare

I test IP avvengono in condizioni controllate. In genere usano acqua dolce pulita, immersione calma, temperatura definita e un dispositivo nuovo e integro.

Nella realtà l’acqua può essere salata, clorata, calda, sporca o saponata. Può muoversi, premere sulla scocca ed entrare nei connettori con forza o di lato. Il telefono può anche urtare piastrelle, pietre o il fondo della piscina.

Il sale accelera la corrosione, il cloro e altri prodotti chimici possono danneggiare i materiali, mentre shampoo, sapone e vapore caldo creano condizioni estranee ai test standard.

Uno smartphone IP68 può quindi sopravvivere a una caduta in acqua pulita e danneggiarsi durante una nuotata in mare o una ripresa in piscina.

Uno smartphone nuovo è più protetto di uno vecchio

Le prove vengono eseguite su dispositivi nuovi. Nell’uso quotidiano il telefono cade, si scalda, si raffredda e subisce piccoli urti e vibrazioni.

Le guarnizioni invecchiano, gli adesivi perdono efficacia e possono comparire deformazioni o danni invisibili. Tutto questo riduce la resistenza all’acqua.

Una custodia protegge dagli urti, ma non ripristina la sigillatura di fabbrica né garantisce il livello IP originale dopo una caduta.

Un telefono che da nuovo avrebbe resistito a una breve immersione può guastarsi dopo due anni anche cadendo nel lavandino.

Perché la garanzia spesso esclude i liquidi

Molti produttori pubblicizzano la resistenza all’acqua ma escludono i danni da liquidi dalla garanzia. Non possono ricostruire con certezza le condizioni dell’esposizione.

Il dispositivo potrebbe essere caduto per pochi secondi in acqua pulita, essere rimasto in piscina, aver toccato acqua salata, essere stato usato sotto una doccia calda o avere già subito danni.

In pratica, il grado IP è una protezione utile contro gli incidenti, non una promessa di riparazione gratuita dopo qualsiasi contatto con liquidi.

E IP69?

IP69 descrive un altro tipo di prova, legato a potenti getti d’acqua ad alta pressione e temperatura.

IP69 non garantisce automaticamente una migliore resistenza all’immersione prolungata. Un dispositivo può sopportare getti caldi e non essere adatto al nuoto o ai video subacquei.

Non è quindi «IP68, ma migliore in tutto»: copre uno scenario diverso e non rende sicura la piscina.

Come considerare la resistenza all’acqua

È meglio vedere IP68 come protezione da un incidente, non come funzione per l’uso abituale sott’acqua. Pioggia, bicchiere rovesciato o breve caduta nel lavandino possono avere conseguenze minori, ma l’immersione volontaria resta rischiosa.

Meglio evitare riprese subacquee, lavaggi sotto il rubinetto, docce e vicinanza all’acqua di mare. Sopravvivere una volta non garantisce il risultato successivo.

Se il telefono si bagna, va spento, asciugato con un panno morbido e lasciato asciugare. Non deve essere ricaricato finché la porta non è completamente asciutta, né scaldato con phon o termosifoni.

Conclusione

IP68 è una caratteristica importante e utile. Dimostra che il dispositivo è stato testato contro polvere e acqua, ma viene spesso interpretata in modo troppo letterale.

Non trasforma lo smartphone in una videocamera subacquea e non garantisce protezione da sale, cloro, docce calde, sapone, cadute, guarnizioni usurate o danni alla scocca. Non garantisce neppure una riparazione gratuita.

La regola più semplice è questa: meno acqua vede uno smartphone, più a lungo probabilmente durerà. La resistenza all’acqua serve per gli imprevisti, non per gli esperimenti.

© A. Krivonosov