Successione in Apple: cosa cambia se Tim Cook lascia il ruolo di CEO
Apple intensifica i piani di successione: possibile addio di Tim Cook al ruolo di CEO nel 2025. Tempi, scenari e candidato interno John Ternus tra WWDC e iPhone
Apple intensifica i piani di successione: possibile addio di Tim Cook al ruolo di CEO nel 2025. Tempi, scenari e candidato interno John Ternus tra WWDC e iPhone
© A. Krivonosov
Secondo il Financial Times, Apple ha intensificato i preparativi in vista di un’eventuale uscita di Tim Cook dal ruolo di CEO, una scelta che potrebbe arrivare già il prossimo anno. Il consiglio di amministrazione e i vertici starebbero lavorando attivamente ai piani di successione. Per un gruppo delle dimensioni di Apple la pianificazione non sorprende; ciò che colpisce è piuttosto il tempismo.
È improbabile che un nuovo leader venga annunciato prima della trimestrale di fine gennaio, ma un preavviso all’inizio del prossimo anno darebbe ad Apple più margine per un passaggio di consegne ordinato in vista della WWDC di giugno e del lancio autunnale degli iPhone. Lo stesso FT precisa che non esiste ancora una decisione definitiva e che la tempistica potrebbe variare, lasciando all’azienda lo spazio per calibrare il percorso se necessario.
Tim Cook è alla guida di Apple da agosto 2011. Quest’anno ha compiuto 65 anni, un’età spesso considerata negli Stati Uniti come soglia naturale per il pensionamento, ma non ha mai discusso pubblicamente l’ipotesi di farsi da parte. Tra i possibili successori, gli analisti indicano spesso John Ternus, senior vice president dell’ingegneria hardware: in Apple dal 2001 e, con i suoi 50 anni, tra i dirigenti più giovani al vertice, viene visto come un profilo capace di garantire continuità nel lungo periodo. La sua lunga permanenza in azienda e l’attuale perimetro di responsabilità lo rendono un candidato interno plausibile.
Mark Gurman di Bloomberg ha manifestato scetticismo sull’imminenza dell’addio di Cook, affermando di non vedere segnali di un cambio a breve. Allo stesso tempo, le fonti insistono che il confronto sulla successione non è legato alle prestazioni del business. Apple ha chiuso il trimestre di settembre con ricavi record, prevede il dicembre più forte della sua storia e il titolo viaggia vicino ai massimi. Nel complesso, tutto lascia pensare a un esercizio di prudenza: pianificare mentre la macchina gira a pieno regime.