Dalla telefonia ai data center: la svolta IA di MediaTek

MediaTek potrebbe ridisegnare le sue priorità di prodotto, spostando l’attenzione dai processori per smartphone ad acceleratori di IA specializzati. Secondo il quotidiano taiwanese CTEE, l’azienda ha iniziato a riallocare risorse e personale dalla divisione dei SoC per il mobile verso ASIC per l’IA e chip per l’automotive—mercati dal forte potenziale di crescita e con una pressione competitiva più leggera. Una mossa che suona come un riposizionamento strategico tanto prudente quanto ambizioso.

Il cambio di rotta è già visibile nella collaborazione con Google. MediaTek ha partecipato allo sviluppo del TPU v7 Ironwood occupandosi dei moduli di I/O, segnando una discontinuità rispetto alla precedente abitudine di Google di lavorare quasi esclusivamente con Broadcom. L’intesa è destinata a intensificarsi: la produzione di massa del nuovo TPU è prevista per il terzo trimestre del 2026, con volumi che potrebbero raggiungere 5 milioni di chip nel 2027 e 7 milioni nel 2028. Se il calendario sarà rispettato, la portata di quei numeri spiega perché il baricentro si stia spostando.

Per sostenere quella scala, MediaTek sta ampliando la capacità produttiva e costruendo un team dedicato al business degli ASIC. L’azienda indica nella propria tecnologia SerDes un vantaggio chiave, in grado di abilitare collegamenti ad alta velocità ed efficienza energetica tra processori e memoria. Oggi impiega SerDes a 112 Gbit/s su processo a 4 nm e ha in sviluppo una soluzione a 224 Gbit/s, pensata per i data center e il packaging avanzato. In un mercato in cui banda ed efficienza sono la nuova valuta, questo tipo di know-how pesa.

MediaTek prevede di generare intorno a 1 miliardo di dollari dagli ASIC nel 2026 e di portare i ricavi a diversi miliardi nel 2027. Oltre a Google, la società sta cercando altri partner. Nel settore, questa viene descritta come una svolta strutturale del modello di business di MediaTek, con l’IA destinata a diventare il principale motore di crescita. Il messaggio che filtra è quello di una trasformazione profonda, con priorità riallineate verso dove la domanda corre più veloce.

Detto ciò, la famiglia Dimensity per ora resta competitiva, soprattutto con i futuri top di gamma destinati a migrare al processo a 2 nm di TSMC. Tuttavia, lo spostamento di risorse apre un interrogativo legittimo: per quanto tempo MediaTek potrà mantenere lo sviluppo dei chip mobile a ritmo serrato mentre Apple e Qualcomm dettano il passo? La risposta dirà molto sulla tenuta dell’equilibrio tra mobile e data center.