Si diffondono voci su un possibile cambio di strategia da parte di Xiaomi riguardo ai processori di punta. La spinta sembra arrivare dai costi crescenti dei componenti, non solo per i chipset Qualcomm, ma anche per le memorie DRAM e NAND. Questa pressione si somma al passaggio dell'industria al processo produttivo a 2 nm di TSMC, che fa lievitare significativamente le spese di produzione.
Fonti interne suggeriscono che la maggior parte dei modelli nella nuova gamma top di Xiaomi potrebbe montare lo Snapdragon 8 Elite Gen 6 standard o un'alternativa come il MediaTek Dimensity 9600. La versione più avanzata, lo Snapdragon 8 Elite Gen 6 Pro, resterà probabilmente esclusiva del modello Ultra di fascia più alta.
Questo dettaglio è importante perché evidenzia una tendenza di mercato. Le stesse fonti indicano che Qualcomm potrebbe posizionare la versione Pro specificamente per il segmento ultra-premium. Il suo prezzo elevato la rende meno appetibile per i top di gamma di massa. Per fare un confronto, la generazione precedente di chip flagship costava circa 280 dollari, e il passaggio al processo a 2 nm non fa che aumentare questa cifra.
Secondo quanto riportato, il modello base di Xiaomi, insieme alle varianti Pro e Pro Max, potrebbe debuttare quest'autunno senza il chip Pro. In pratica, significa che lo Xiaomi 18 Ultra, progettato per le massime prestazioni, è il candidato più probabile a riceverlo. Si dice che la versione Pro offra una cache di memoria più ampia e una grafica più potente. Tuttavia, sullo sfondo dei prezzi in forte aumento dei wafer di silicio e della RAM, anche questi vantaggi potrebbero non giustificare un'adozione diffusa.
Nel complesso, il quadro è chiaro: il mercato degli smartphone diventa sempre più sensibile ai costi. Anche i grandi produttori devono bilanciare con attenzione prestazioni e redditività. Se queste voci si confermeranno, Xiaomi darà priorità all'ottimizzazione, riservando la configurazione di punta esclusivamente al suo modello più costoso.