Emittenti europei vogliono norme antitrust per smart TV e assistenti
Le emittenti europee chiedono di estendere le norme antitrust a smart TV e assistenti virtuali per limitare il potere dei giganti tecnologici come Google e Amazon.
Le emittenti europee chiedono di estendere le norme antitrust a smart TV e assistenti virtuali per limitare il potere dei giganti tecnologici come Google e Amazon.
© RusPhotoBank
Le principali emittenti televisive europee stanno intensificando la pressione sulle autorità dell'UE, esortandole a estendere le rigide norme antitrust agli ecosistemi delle smart TV e agli assistenti virtuali dei giganti tecnologici come Google, Amazon, Apple e Samsung. L'iniziativa proviene dall'Associazione della televisione commerciale e della video on demand (ACT), che riunisce colossi mediatici come Canal+, RTL e ITV. Nel loro appello all'organismo antitrust europeo, i broadcaster sostengono che l'influenza delle aziende IT sulla distribuzione dei contenuti e sull'accesso del pubblico sia diventata eccessiva.
Secondo i loro dati, la posizione di mercato di queste piattaforme tecnologiche si è rafforzata notevolmente negli ultimi anni. Ad esempio, la quota di Android TV è cresciuta dal 16% al 23%, Amazon Fire OS è passata dal 5% al 12% e Samsung Tizen ha raggiunto il 24%. Per i broadcaster, questi sistemi controllano ormai di fatto l'accesso degli utenti ai contenuti e dovrebbero quindi rientrare nell'ambito di applicazione del Digital Markets Act.
Questa legge, entrata in vigore nel 2023, mira a limitare il potere dei principali attori tecnologici e a favorire la concorrenza. Tuttavia, le società mediatiche ritengono che le attuali norme non tengano conto del ruolo crescente delle piattaforme televisive e degli assistenti vocali. Una preoccupazione particolare riguarda proprio gli assistenti virtuali come Alexa e Siri. Viene inoltre segnalato l'ingresso di soluzioni come quelle di OpenAI, che potrebbero intensificare la concorrenza in questo settore. Eppure, nessuno di questi servizi è stato designato come "guardiano di porta" dalla legislazione vigente.
I broadcaster avvertono che la mancanza di regolamentazione crea un "vuoto normativo", consentendo agli assistenti digitali di gestire sostanzialmente l'accesso ai contenuti multimediali attraverso smartphone, altoparlanti intelligenti e sistemi automotive. Nel loro appello, hanno invitato la Commissione europea a includere smart TV e assistenti virtuali nel quadro della legge, anche se non soddisfano formalmente le soglie stabilite per dimensioni del pubblico e capitalizzazione di mercato. Per l'industria, questa misura è necessaria per preservare una concorrenza leale e prevenire la monopolizzazione del mercato.