Giappone sviluppa chip a 1,4 nanometri per supercomputer e AI
Il Giappone collabora con Fujitsu e Rapidus per produrre chip a 1,4 nanometri, puntando a supercomputer avanzati e ridurre dipendenze globali. Scopri i dettagli del progetto.
Il Giappone collabora con Fujitsu e Rapidus per produrre chip a 1,4 nanometri, puntando a supercomputer avanzati e ridurre dipendenze globali. Scopri i dettagli del progetto.
© D. Novikov
Il Giappone sta lanciando una sfida ambiziosa per conquistare un ruolo di primo piano nell'industria dei semiconduttori. Fujitsu collaborerà con Rapidus per sviluppare chip di nuova generazione basati su un processo produttivo a 1,4 nanometri. Questo progetto, tra i più importanti degli ultimi anni, potrebbe portare il Paese a creare una delle prime soluzioni al mondo di questo tipo, posizionandolo strategicamente nel mercato delle tecnologie avanzate.
L'iniziativa prevede la realizzazione di un acceleratore AI specializzato, progettato per lavorare in sinergia con i processori della famiglia Monaka. Questi chip, destinati al calcolo ad alte prestazioni, dovrebbero costituire la base della prossima generazione di supercomputer, incluso il futuro sistema Fugaku NEXT. L'abbinamento tra la nuova NPU e le CPU ad alte prestazioni promette di garantire un significativo incremento della potenza di calcolo e una maggiore efficienza energetica.
La produzione sarà affidata all'azienda giapponese Rapidus, che con il sostegno del governo sta sviluppando tecnologie litografiche proprietarie. Al progetto partecipano anche partner di rilievo come IBM e Canon, a testimonianza della volontà del Giappone di creare un ecosistema di produzione chip completamente autonomo. I primi prototipi basati sul processo a 1,4 nanometri dovrebbero vedere la luce verso la fine del decennio.
In un contesto di forte competizione globale, dove molte nazioni cercano di ridurre la dipendenza da specifici produttori, iniziative di questo tipo assumono un'importanza strategica cruciale. Dopo un periodo di ritardo rispetto ai leader di mercato, il Giappone sta ora tentando di recuperare terreno investendo nelle tecnologie del futuro e costruendo una propria base manifatturiera praticamente da zero.