Wokyis ha appena presentato un dock curioso che trasforma il nuovo Mac Mini M4 in un Macintosh retrò in miniatura. La M5 Retro Dock Station si ispira al design Apple degli anni Ottanta, si appoggia sopra il Mac Mini e si collega via USB-C. Il prezzo d’attacco è di 170 dollari per il modello base.
Il fiore all’occhiello è un display HD integrato da 5 pollici con risoluzione 720p, pensato come piccolo schermo secondario per widget, orologi, contenuti multimediali o per creare una cornice digitale. Un dettaglio che regala alla scrivania un fascino nostalgico e al tempo stesso offre un pizzico di praticità in più. Non meno importante lo slot M.2 NVMe per SSD: una mossa intelligente, visto quanto Apple faccia pagare salato lo storage aggiuntivo. In questo modo si può espandere la memoria in modo economico e flessibile con qualsiasi unità NVMe standard.
La clientela può scegliere fra due configurazioni. La versione base da 170 dollari garantisce trasferimenti a 10 Gbps e mette a disposizione quattro porte USB-A, tre USB-C, slot per schede SD e microSD, uscita HDMI e jack audio da 3,5 mm. La variante Thunderbolt 5, da 340 dollari, sostituisce l’HDMI con DisplayPort e aggiunge una porta USB-C supplementare sul retro.
Anche se il dock è nato per il Mac Mini, in realtà funziona con qualunque dispositivo compatibile con DisplayPort su USB-C: MacBook, PC Windows, tablet Android e persino un Raspberry Pi. La M5 Retro Dock Station, insomma, non è solo un guscio decorativo, ma un hub autenticamente versatile.
In un momento di costi di aggiornamento in salita e di componenti ancora difficili da reperire, accessori come questo possono incontrare un pubblico particolarmente attento. Per chi possiede un Mac Mini, il dock rappresenta un modo per allungare la vita della macchina, aggiungere storage e sfoggiare un look retrò inconfondibile, senza dover pasticciare con l’hardware né apportare modifiche permanenti.