Secondo gli analisti di Bank of America, l'arrivo di Grand Theft Auto VI potrebbe portare a un ripensamento delle attuali strategie di prezzo nel mondo dei videogiochi. Secondo le loro stime, un prezzo intorno agli 80 dollari rappresenterebbe un nuovo standard di riferimento per l'intero settore.
Uno degli analisti, Umra Desuka, fa notare che se i blockbuster tripla A continueranno a uscire a circa 70 dollari, per gli altri publisher diventerà sempre più difficile adeguare i listini, nonostante i costi di sviluppo in continua crescita. Alzare l'asticella con GTA 6, sostiene Desuka, potrebbe invece aprire la strada a un aumento generalizzato in tutto il comparto.
Nel corso di un summit di settore tenutosi a Las Vegas, Bank of America ha presentato un rapporto in cui evidenzia che Take-Two Interactive non ha ancora avviato discussioni concrete sul prezzo, ma è ben consapevole delle pressioni inflazionistiche e dell'aumento dei costi di produzione.
Desuka insiste sul fatto che il settore si trova in una fase delicata: da un lato i costi di sviluppo dei titoli tripla A lievitano, dall'altro i prezzi al pubblico rimangono sostanzialmente fermi. Un lancio di GTA 6 a 70 dollari rischierebbe di frenare la transizione verso listini più alti.
Non è la prima volta che emergono ipotesi del genere. Già in passato diversi analisti avevano ipotizzato che GTA 6 potesse essere il primo gioco a sfondare quota 100 dollari, magari accompagnato da incentivi come valuta virtuale per gli utenti di GTA Online.
Il CEO di Take-Two, Strauss Zelnick, aveva già dichiarato in passato che i consumatori sono disposti a pagare in base al valore ricevuto, e che le attuali politiche di prezzo dell'azienda restano ben al di sotto del valore reale offerto. Secondo Zelnick, la percezione del cliente si fonda su un delicato equilibrio fra qualità eccellente, prezzo equo e corrispondenza tra costo ed esperienza di gioco.