Il mercato mondiale dei PC è diminuito del 4,9% su base annua nel secondo trimestre del 2026, secondo i dati preliminari di IDC. I produttori hanno consegnato 68,2 milioni di dispositivi, contro 71,7 milioni di un anno prima. È il primo calo dopo nove trimestri consecutivi di crescita, dovuto soprattutto alla carenza di memoria, all'aumento dei prezzi dei componenti e all'instabilità delle catene di fornitura.
I produttori stanno cercando di compensare la domanda più debole aumentando i prezzi. Secondo Jitesh Ubrani, direttore della ricerca di IDC, si è creato un divario evidente tra volumi e ricavi: le consegne scendono, ma il fatturato cresce perché i prezzi aumentano più rapidamente del calo della domanda. Gli analisti non prevedono un vero miglioramento prima dell'inizio del 2028. Il mercato potrebbe quindi rallentare ancora nella seconda metà del 2026 e affrontare nuovi rincari nel 2027.
Lenovo resta leader con 16,6 milioni di PC consegnati, il 2,1% in meno rispetto all'anno precedente. HP ha distribuito 13 milioni di unità, in calo del 9%, mentre Dell è scesa del 5% a 9,3 milioni. ASUS è rimasta quasi stabile con 5 milioni di PC. Gli altri produttori hanno registrato insieme un calo del 10,5%, a 17,5 milioni di unità.
Apple è stata l'unica grande azienda a crescere in modo netto. Le consegne di Mac sono aumentate del 10,1% a 6,7 milioni di unità, portando la quota al 9,9%. I modelli recenti, incluso MacBook Neo, hanno mantenuto una buona domanda nonostante il rincaro di memoria e componenti.
Per i produttori di sistemi x86 la situazione è più difficile. Dell, HP, Lenovo e ASUS preparano notebook con processori Intel Core Series 3 Wildcat Lake e piattaforme AMD aggiornate, ma molti modelli sono ancora poco presenti nei negozi e i prezzi non sono particolarmente competitivi. Se la carenza durerà fino al 2028, aspettare semplicemente la ripresa del mercato potrebbe essere rischioso.