Il CEO di OpenAI Sam Altman ha indicato nella concentrazione della tecnologia nelle mani di poche aziende una delle principali minacce allo sviluppo dell’intelligenza artificiale. Nel podcast Relentless ha descritto due scenari: una società libera con un accesso ampio all’IA e un sistema autoritario che sfrutta le stesse capacità per rafforzare il controllo.
Secondo Altman, limitare la libertà in nome della sicurezza porta spesso a conseguenze negative nel lungo periodo. Per questo ritiene che le persone debbano avere a disposizione strumenti basati sull’IA e poter decidere autonomamente come usarli e come esprimere le proprie opinioni.
Le dichiarazioni arrivano mentre continua il dibattito sull’apertura dei modelli più avanzati. Diverse grandi aziende tecnologiche statunitensi hanno sostenuto un appello contro restrizioni premature alla distribuzione dei modelli con pesi aperti. A loro giudizio, questi sistemi favoriscono la concorrenza e riducono la dipendenza da pochi fornitori. Anthropic ha adottato una linea più prudente, richiamando l’attenzione sui rischi di abuso legati ai modelli più potenti.
La discussione è stata alimentata anche dal lancio di Kimi K3 da parte della società cinese Moonshot AI. Il modello viene presentato come il nuovo prodotto di punta dell’azienda: offre una finestra di contesto di circa un milione di token e i suoi pesi sono stati resi pubblici. La diffusione di sistemi simili ha accentuato negli Stati Uniti lo scontro tra i sostenitori dell’accesso aperto e chi propone limiti alle tecnologie cinesi di IA.
La posizione di Altman è particolarmente significativa perché OpenAI non pubblica i pesi dei suoi modelli più potenti. Il dirigente continua però a indicare come obiettivo di lungo periodo una diffusione più ampia dell’intelligenza artificiale, purché non produca un’eccessiva concentrazione del potere economico e politico.