Carenza di DRAM trainata dall'AI: prezzi in aumento per PC, smartphone ed elettronica
Domanda di memoria per l'AI in forte aumento: DRAM alle stelle e rincari del 10-20% in arrivo per PC, smartphone ed elettronica. Prospettive fino al 2027.
Domanda di memoria per l'AI in forte aumento: DRAM alle stelle e rincari del 10-20% in arrivo per PC, smartphone ed elettronica. Prospettive fino al 2027.
© A. Krivonosov
L’ondata di investimenti nell’intelligenza artificiale comincia a farsi sentire dove i consumatori la percepiscono di più: alla cassa. Secondo il Financial Times, l’impennata della domanda di memoria per data center ha già fatto lievitare sensibilmente i prezzi dei chip, e gli analisti avvertono che nell’arco dei prossimi dodici mesi i cartellini di smartphone, computer ed elettronica per la casa potrebbero aumentare del 10–20%.
I grandi produttori lo dicono apertamente. Dell, Lenovo, Raspberry Pi e Xiaomi riconoscono che la stretta sulla memoria gonfia i costi di produzione e lascia poco margine per evitare rincari. Il direttore operativo di Dell, Jeff Clarke, ha fatto sapere che l’azienda non aveva mai visto i costi crescere con tanta rapidità, aggiungendo che il peso finale finirà per ricadere sui consumatori. Raspberry Pi aveva già ritoccato i listini a dicembre, definendo la fase dolorosa, mentre Lenovo ha scelto di fare scorte di componenti con anticipo per attutire l’impatto. Per il pubblico, la storia dell’AI non riguarda più freddi capannoni di server: si riflette nel prezzo sullo scaffale.
All’origine c’è la corsa alla costruzione di data center per l’AI. I produttori di memoria privilegiano gli ordini a margini più alti, spingendo il comparto dell’elettronica di consumo verso una carenza di DRAM. Questo, a catena, alimenta l’accaparramento: le aziende comprano in anticipo e i prezzi accelerano ulteriormente. Gli analisti descrivono un mercato surriscaldato e disordinato, e TrendForce si aspetta che entro la fine del 2025 i prezzi della DRAM crescano del 50–55% trimestre su trimestre. Il segnale è netto: l’offerta fatica a stare al passo con l’appetito della domanda.
Samsung e SK Hynix, che insieme controllano circa il 70% del mercato globale della DRAM, hanno già indicato che la capacità per il 2026 è tutta prenotata. Samsung avrebbe aumentato i prezzi di alcuni chip fino al 60%, e i dirigenti ammettono che la domanda trainata dall’AI supera di gran lunga ciò che il settore riesce a fornire. Colossi del cloud come Amazon e Google aggiungono pressione con contratti di lungo periodo, lasciando ai produttori di dispositivi di consumo un margine di trattativa esiguo.
Non c’è una soluzione rapida all’orizzonte. Gli esperti finanziari stimano che nel 2026 le aziende tech statunitensi spenderanno 620 miliardi di dollari in infrastrutture per l’AI e che entro il 2028 gli investimenti globali potrebbero avvicinarsi ai 3.000 miliardi. Citi e Nomura prevedono che la carenza di memoria durerà almeno fino al 2027, con il 2026 destinato a vedere un’accumulazione di chip ancora più aggressiva. Anche le espansioni di Samsung e SK Hynix richiederanno tempo per incidere: le nuove fabbriche di solito impiegano due o tre anni per entrare in funzione. Fino ad allora, i produttori si troveranno tra prezzi più alti e margini più sottili; per le famiglie, lo shock alla cassa rischia di essere già messo in conto.