Qualcomm e Google hanno annunciato una svolta importante per i veicoli con Android Automotive: gli aggiornamenti arriveranno più in fretta e con meno complicazioni. Le due aziende hanno concordato di creare, a partire da Android 17, un’unica piattaforma di riferimento per l’Android di bordo, una base standardizzata pensata per semplificare sviluppo, test e distribuzione di nuove funzionalità per le case automobilistiche. Una scelta pragmatica che promette di mettere ordine nelle procedure.
Al centro dell’iniziativa c’è l’arrivo di Project Treble sulle piattaforme automotive Snapdragon. L’architettura, nota agli utenti smartphone dai tempi di Android Oreo, separa i componenti core del sistema dallo strato software del produttore, consentendo di aggiornare l’OS senza rimettere mano in profondità al firmware. Qualcomm ha confermato che Project Treble sarà supportato su quattro generazioni di chip Snapdragon per l’automotive e su oltre 14 modelli di processore.
Secondo l’azienda, questo approccio ridurrà i costi di ingegnerizzazione per i costruttori, accelererà il rilascio degli update e garantirà un supporto software di lunga durata, fino a dieci anni. Per chi guida significa accesso più rapido alle nuove funzioni di Google, a correzioni di bug e a miglioramenti della sicurezza, senza quei ritardi anche pluriennali che oggi affliggono spesso il software di bordo. Un beneficio concreto che rende la tecnologia in auto meno statica.
In sostanza, Qualcomm ha indicato che finora Project Treble è stato usato poco in Android Automotive e che ora lo scenario potrebbe cambiare. Se Google estendesse il modello ad altri partner, il mercato dei sistemi operativi per auto potrebbe finalmente iniziare ad allinearsi agli smartphone nel ritmo degli aggiornamenti: un cambio di passo atteso, capace di far sembrare molto meno datata l’esperienza di upgrade.