Come calcolare il consumo dati del cellulare per risparmiare

Molti sottoscrivono piani tariffari con abbondanti gigabyte senza considerare il loro reale consumo di dati. Il risultato è uno spreco mensile di gigabyte e denaro. Calcolare il volume ottimale non è complicato: basta capire quali attività consumano dati e come gestirle.

Secondo boda.su, il metodo più affidabile è controllare l'effettivo consumo di dati mobili del proprio smartphone. I dispositivi moderni lo consentono senza app di terze parti. Su iPhone, le statistiche sono disponibili nella sezione Cellulare, che mostra quanti dati ha utilizzato ciascuna app. Su Android, informazioni simili si trovano nelle impostazioni di rete e internet, dove si può selezionare un periodo e vedere una ripartizione dettagliata per servizio.

Se il telefono è nuovo o le statistiche non si sono ancora accumulate, si può stimare in base alle proprie abitudini: quanto spesso si guardano video, si ascolta musica in streaming, si usa la navigazione, le app di messaggistica e i social media. I contenuti video sono i principali consumatori di dati mobili. L'utilizzo dipende direttamente dalla qualità dell'immagine: la qualità standard può usare circa un gigabyte all'ora, mentre l'HD ne consuma diverse volte di più. Anche una breve visione quotidiana può rapidamente accumulare decine di gigabyte al mese. Lo streaming musicale è meno esigente, ma anche qui le impostazioni contano. A bassa qualità, l'uso si misura in decine di megabyte all'ora, mentre alla massima qualità supera il centinaio. Le videochiamate, le riunioni online e le dirette streaming aumentano significativamente il consumo di dati.

I processi in background meritano particolare attenzione. Servizi cloud, backup, caricamento automatico di foto, sincronizzazione e aggiornamenti delle app possono operare inosservati, consumando dati anche quando lo smartphone è inattivo.

La sezione consumo dati nelle impostazioni aiuta a identificare rapidamente le app più avide di dati. Spesso si scopre che i dati mobili sono utilizzati attivamente da servizi che possono essere limitati senza problemi. Ad esempio, si può disabilitare l'uso dati in background o disattivare completamente i dati mobili per app necessarie solo su Wi-Fi. Vale anche la pena controllare le funzioni di sistema: su iPhone è disponibile una Modalità Dati Ridotti, e su Android una Modalità Risparmio Dati riduce l'attività in background.

Il risparmio inizia con impostazioni di base. I servizi video consentono di selezionare manualmente la qualità di riproduzione o attivare una modalità di risparmio dati. Le app musicali offrono l'opzione di scaricare le tracce in anticipo per l'ascolto offline. Nelle app di messaggistica, è utile disabilitare il download automatico di foto e video sulle reti mobili. I servizi di navigazione permettono di salvare le mappe in anticipo, e gli aggiornamenti di sistema e app è meglio scaricarli solo su Wi-Fi.

Per evitare di pagare troppo per gigabyte extra, si possono azzerare le statistiche di consumo dati e usare lo smartphone normalmente per una o due settimane. Dopodiché, è facile stimare l'uso mensile e aggiungere un piccolo margine per situazioni impreviste. Questo approccio aiuta a scegliere un piano consapevolmente e a capire esattamente per cosa si paga. Monitorare il consumo di dati restituisce un senso di trasparenza: i dati mobili non scompaiono più inosservati e le spese diventano prevedibili.